BranCo/ novembre 10, 2014/ Infanzia, Lotta alla Pedofilia, Solidarismo, Sport/ 0 comments

Sono da poco trascorse le 13 di domenica in quel di Rho e tutto è pronto per partire con la prima edizione di “Wolf of the Ring”, un torneo di arti marziali che ha come scopo il sostegno alla lotta contro la pedofilia. Nel tendone i coach preparano i propri atleti ad ogni angolo, il pubblico si assiepa attorno ai banchetti di Bran.co Onlus, l’associazione che insieme a Lealtà Azione e Caramella Buona Onlus, ha organizzato la giornata. I volontari di Bran.co Onlus spiegano quali sono i terribili numeri della pedofilia ma anche come prevenirla e combatterla: esserci oggi è proprio uno di quei tasselli che contribuiscono a fare informazione e a tenere in tutti alto il campanello d’allarme. Gli incontri iniziano ed è un susseguirsi di colpi tra le urla dei sostenitori e gli sguardi stupiti e coinvolti di chi è nuovo a queste discipline. Ma ecco il momento che in tanti aspettavano: interviene a presentare la giornata Carlo Di Blasi, presidente della federazione Fight One, che spiega come i valori dello sport non possano prescindere da certi valori nella vita, e la difesa dell’infanzia è proprio uno di questi. A fianco del Di Blasi ci sono Laura Lamponi e Daniela Casagrande, rispettivamente per dare voce a Bran.co Onlus e Caramella Buona Onlus. Grazie a loro viene fatta chiarezza su temi difficili da trattare ma davanti ai quali non si può restare inermi. Il pubblico, terminato l’intervento, si scioglie in un forte applauso, volto a ringraziare gli oratori e gli organizzatori di una così bella giornata per un fine così nobile e sentito. A questo punto l’euforia della sala è altissimo e gli atleti sul ring non tardano a dare spettacolo: il livello degli incontri sale e il clamore dagli spalti pure. Mano a mano che gli incontri terminano, le palestre e i propri supporter si assiepano a bordo ring per vedere gli ultimi match, tutto intorno è un turbinio di incitazioni, bambini che si rincorrono a bordo ring per vedere da vicino chissà se i loro fratelloni o i loro maestri, un susseguirsi di foto insieme al campione Sak Kaoponlek, presente sin dall’inizio per testimoniare il suo sostegno all’iniziativa. Termina anche l’ultimo incontro, è già ora di andare a casa. Un rapido sguardo tra gli organizzatori e una promessa che nasce dal cuore di tutti: ci vedremo presto alla seconda edizione di “Wolf of the Ring”, perché combattere la pedofilia non è mai stato così emozionante.

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