BranCo/ marzo 9, 2014/ Rapporto tra i Sessi/ 0 comments

Sabato 8 marzo si è svolta la seconda edizione di Donne Contro-Corrente, iniziativa organizzata da Bran-co con lo scopo di far riflettere sul senso che la festa della donna ha assunto al giorno d’oggi e conseguentemente proporre modelli di riferimento degni di essere onorati e festeggiati in tale ricorrenza.
Il tema portante della serata è stato il sacrificio, nel suo senso letterale di “fare qualcosa di sacro”, declinato poi nelle tre categorie di Vita, Famiglia e Comunità e Militanza.
Per ognuna di queste tra categorie è stato portato un esempio di donna che ha incarnato con la sua vita il valore del sacrificio.

Così per la Vita è stata presentata l’esperienza di Chiara Corbella, una giovane donna alla quale, dopo due gravidanze infelici , è stato diagnosticato un carcinoma in concomitanza con una terza gravidanza, che ella ha deciso di portare a termine senza sottoporsi alle cure necessarie per se stessa e alla quale non è sopravvissuta.
La sacralità del parto è racchiusa nel senso stesso dell’atto: dare alla luce una nuova vita riproduce l’azione più sacra che esista, la creazione, appunto.
Per la Famiglia è stata raccontata la storia di Caterina Sforza, una donna impegnata nella vita politica e militare del suo contado ma che nonostante questo non ha mai smesso di accudire i suoi numerosi figli, ritenendo la famiglia più importante di qualsiasi altro valore.
La Famiglia Tradizionale, oggetto oggi più che mai di continui tentativi di distruzione, deve essere tutelata e difesa in quanto centro naturale della vita umana e motore del mondo e della storia. La sua funzione sacrale sta nel fatto che al suo interno si rinnova l’azione creatrice della Vita.
Infine per la Comunità e Militanza è stata proposta la vita di Eva Peròn, come esempio di donna che si è spesa nella difesa dei più deboli e che ha servito spiritualmente la causa nella quale ha sempre creduto.
Militare in una comunità significa donarsi in maniera disinteressata per il raggiungimento degli obiettivi che essa si propone. L’azione della militanza è sacra in quanto eleva spiritualmente chi la compie.
Dopo la presentazione di queste tre tematiche si è aperta la parte più interessante, ovvero quella dei dialoghi e delle identità a confronto.
Ciascuna partecipante alla serata ha portato il suo contributo, esprimendo le sue opinioni e favorendo un clima di confronto e di dibattito molto fertile.
Ciò che ne è emerso, è stata la concordanza sulla tematica centrale della serata: ogni donna presente ha provato sulla sua pelle cosa significa fare qualcosa di sacro: chi avendo una famiglia, chi avendo sopportato i dolori del parto e chi militando all’interno di una comunità.
È per questo che Bran-co si impegna quotidianamente nel ricostruire la vera identità della donna, insegnando i valori per i quali vale la pena vivere.
Al giorno d’oggi la festa dell’8 marzo viene vista in chiave puramente commerciale e di svago. Non deve essere così: bisogna fare in modo che ognuna riscopra la bellezza di essere donna, di essere madre, moglie e militante. Di essere, in poche parole, veicolo di sacralità e di donare questo potenziale al mondo nel quale vive.

SE UN SACRIFICIO E’ PER VOI UNA TRISTEZZA, NON UNA GIOIA,
NON FATELO, NON NE SIETE DEGNI.

 

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