BranCo/ febbraio 7, 2014/ Infanzia, Solidarismo/ 0 comments

Militanti di Bran.Co giocano con i bambini dell'asilo

PER RENDERVI CONTO DELLA CONSEGNA DI MATERIALI ALL’ASILO DI BOMPORTO, INVECE DI UN ASETTICO COMUNICATO, PREFERIAMO FARVI LEGGERE L’ESPERIENZA DI UNA MILITANTE CHE HA PARTECIPATO ALLA STESSA.
SIAMO SICURI CHE SARA’ MOLTO PIU’ EFFICACE NEL COMMUOVERVI E CHE NEL SUO ESEMPIO ANCHE VOI SAPRETE TROVARE LA FORZA PER CONTINUARE A DONARE.
SE PUOI, DEVI!

Venerdì 7 febbraio ore 08.30. Il furgone è carico, siamo pronti a partire. Destinazione: Bomporto (MO).
La raccolta per l’asilo “Serafino Caiumi” distrutto dall’alluvione che si è verificata a fine gennaio, è partita da sole due settimane, ma siamo riusciti, grazie all’aiuto di molte persone, a raccogliere tantissimo materiale didattico e giochi. Dopo un paio d’ore di viaggio raggiungiamo Bomporto. I segni lasciati dall’acqua e dal fango, un fiume in piena ha travolto il paese, sono visibili ovunque. Le serrande di molti negozi sono abbassate, un cartello avvisa “chiuso per alluvione”. Anche la Chiesa, sita nella piazzetta principale, è inagibile. Arriviamo davanti al cancello dell’asilo. Ad accoglierci c’è la Preside dell’istituto, insieme al geometra che si sta occupando dei lavori di ristrutturazione. Ci mostra la struttura. Nel cortile, tra gli scivoli e le altalene fango e detriti mischiati ai lego dei bambini. All’interno i pavimenti non esistono più e i muri sono completamente bagnati fino a un metro e mezzo circa di altezza. Saliamo al primo piano e posiamo gli scatoloni, poi ci dirigiamo verso i container, situati a trecento metri circa, che ospitano i bambini della scuola materna e delle elementari di Bomporto. Facciamo la loro conoscenza, cantiamo con loro la canzoncina degli indiani, e i loro sorrisi, nel sapere che abbiamo portato tante cose nuove per giocare e per colorare, ci riempiono il cuore di gioia. Li salutiamo e torniamo verso l’asilo dove conosciamo Don Francesco, il parroco del paese. Ci ringrazia e lo congediamo con la promessa di restare in contatto per poter aiutare in futuro, oltre ai bambini della materna, anche le famiglie più bisognose. Lasciamo Bomporto e ci dirigiamo verso Bastiglia. Se nel primo paese le autorità e la Protezione Civile hanno fatto in modo di aiutare gli abitanti, qui non è così. Incontriamo una giovane coppia, Elena e Davide, genitori di due bambini, che ci portano al loro bar per pranzare. Nonostante l’alluvione abbia distrutto l’interno della loro casa, non ci permettono di pagare il conto! Con loro facciamo un giro per il paese. Le recinzioni delle case sono distrutte, la gente è ancora intenta a pulire l’interno delle abitazioni, i mobili, quei pochi che si sono salvati, sono accatastati nei giardini. Passiamo dall’asilo del paese, è tutto chiuso. Suoniamo il campanello della struttura adiacente e una ragazza esce a parlare con noi. Ci spiega che l’asilo è stato evacuato e che stanno cercando fondi per poterlo ristrutturare. Gli zainetti, le ciabattine e i giochi dei bambini sono nel giardino. La Chiesa, che era stata allestita all’interno dell’oratorio a seguito del terremoto che li aveva colpiti mesi fa, è andata distrutta. I pavimenti si stanno rialzando, la muffa è ovunque. La nostra visita termina a casa di Elena e Davide. Doniamo loro della cancelleria per le loro bimbe in età scolare ed una lavatrice. Elena poi scherza con noi e ci dice “Oggi le mie bimbe mi hanno chiesto: “Cosa vengono a fare da noi questi signori?”. “A portaci la lavatrice”. “E perché?”. “Perché Dio e gli angeli esistono e fanno in modo che la gente buona ci aiuti!”.
E se si parla di angeli e di gente buona, il nostro ultimo pensiero di questa emozionante giornata non può che andare al ragazzo che, nel tentativo di aiutare gli abitanti durante l’alluvione, ha perso la vita cadendo dal gommone. Di lui le televisioni non parlano, come non hanno parlato nemmeno dell’inferno che questa gente ha dovuto vivere e rivivere. Una zona colpita prima dal terremoto, poi dall’alluvione. Ma gli emiliani non demordono di fronte alle avversità. Loro sono così: lottano, lottano e lottano ancora. Abbandonati dalle istituzioni, da tutti, ma non dai lupi.
Noi a Bomporto e Bastiglia ritorneremo!

Militanti di Bran.Co giocano con i bambini dell'asilo

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L'Asilo S.Caiumi

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