BranCo/ settembre 9, 2013/ Solidarismo/ 0 comments

brfe1Sabato 21 settembre siamo partiti per la consegna del materiale raccolto in questi ultimi mesi. Destinazione: Finale Emilia.  Dopo essere usciti a Modena, percorriamo una serie di stradine minuscole tra i campi. Manca poco a Finale Emila e per saperlo non serve prestare attenzione al navigatore, basta guardarsi in giro… i segni lasciati dal terremoto sono dappertutto.


Ci sono molte case in ristrutturazione circondate da ponteggi,  ma ce ne sono anche molte distrutte e sui loro portoni scritte a bomboletta rossa che informano “pericolo caduta, non entrare”;  è impossibile per noi non domandarci cosa queste persone devono aver provato nel sentire la loro amata terra tremare sotto i  piedi, vedere le loro case costate sacrifici sventrate dalla furia del terremoto. Con gli occhi ancora sgranati parcheggiamo di fronte al punto di raccolta dell’Associazione Centro Aiuto alla vita, l’appuntamento è per l’una ed è solo mezzogiorno.

brfe2Decidiamo di fare un giro in centro al paese. Anche qui il sisma ha lasciato parecchi segni: una chiesetta distrutta, negozi chiusi, ma soprattutto il ricordo negli occhi della gente che incontriamo. Ci viene spontaneo domandarci “avremo fatto abbastanza?”. Facciamo ritorno al centro raccolta dove ci attendono i volontari. Scarichiamo il materiale e lo impiliamo sui bancali, alcuni pannolini li carichiamo direttamente nelle macchine, ci sono mamme che li stanno aspettando perché ne hanno bisogno immediatamente. Alla fine uno dei ragazzi ci invita ad andare a casa sua. Accettiamo volentieri. E’ una casa a due piani con un giardino intorno, sui muri esterni sono visibili i segni della ristrutturazione. Per un lungo anno questo ragazzo ha dovuto vivere dai parenti a Bologna e fare la spola tra la città e la sua casa per poter rimettere lentamente a nuovo almeno il piano terra. Ci mostra con orgoglio ogni singola stanza, ci racconta di come il terremoto l’aveva danneggiata, dei lavori che aveva dovuto fare e dello sforzo economico che questi ultimi avevano comportato.

Per finire ci porta in una stanza che contiene tutte le cose a lui più care, foto, cd musicali, film, poster e, soprattutto, la sua amata raccolta di oggetti dedicati alla formula uno: DVD, modellini di macchinine, foto autografate con i piloti e cappellini. Ci dice che è da circa 20 anni che, pezzo per pezzo, mette insieme questa meravigliosa collezione. Poi prende una sacchetto, lo riempie con i cappellini e ce lo porge… “grazie di essere stati qui, questo è per voi”. In silenzio, con il cuore gonfio, torniamo verso casa.

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